Testo a cura della dott.ssa Valeria Vannucci, oculista esperta in omeopatia.

 

Gli occhi sono organi molto delicati poiché esposti continuamente ad agenti esterni che possono condizionarne lo stato di salute.

I principali disturbi oculari

I principali disturbi dell’occhio sono generalmente l’irritazione oculare o congiuntivite, e la disfunzione lacrimale, nota anche come occhio secco. I sintomi più comuni che possono suggerire la presenza di una congiuntivite sono: occhi arrossati, lacrimazione, gonfiore, secrezione giallastra e prurito. A seconda della causa è possibile distinguerne diversi tipi.

La disfunzione lacrimale o “occhio secco” è causata dall’alterazione del film lacrimale, che può variare per quantità e composizione rispetto al normale. In questa circostanza l’occhio diviene più secco e, non essendo più protetto dall’azione detergente e umidificante delle lacrime, tende a irritarsi. L’alterazione del film lacrimale può manifestarsi in conseguenza ad alcune patologie, variazioni ormonali, per esempio nelle donne in menopausa o in gravidanza, o in seguito all’assunzione di alcuni farmaci, oppure ancora, nella terza età.

Come affrontare questi disturbi?

Per agire su bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e prurito è possibile ricorrere anche all’utilizzo dei colliri. Attenzione però ai colliri che contengono conservanti, sostanze chimiche che hanno lo scopo di mantenere sterile il collirio, evitandone la contaminazione da parte dei batteri. La presenza dei conservanti assume particolare importanza nei colliri, perché possono essere responsabili di ipersensibilità o intolleranze, anche danni agli occhi, se utilizzati per periodi prolungati. Per queste ragioni, esistono in commercio colliri monodose, senza conservanti, che si presentano in diversi flaconcini che, una volta aperti, devono essere utilizzati immediatamente. Se i sintomi di questi disturbi dovessero persistere, è bene rivolgersi al medico o al farmacista, che sapranno individuare la terapia più adatta.

Colliri: come utilizzarli?

Pur essendo destinati a numerosi disturbi oculari differenti, la modalità di somministrazione dei colliri rimane sempre la stessa. Per utilizzare in maniera adeguata il collirio è bene per prima cosa lavare accuratamente le mani: una pratica ovvia ma importante poiché il rischio di infezione dovuta a una scorretta igiene delle mani è un pericolo molto vicino. Il passo successivo è quello di piegare leggermente la testa all’indietro, dirigendo lo sguardo verso l’alto e con l’aiuto del pollice o dell’indice abbassare la palpebra inferiore dell’occhio in cui deve essere somministrato il collirio. Ricordo che è molto importante cercare di non toccare le estremità del flaconcino. A questo punto siamo pronti per far cadere le gocce di collirio senza toccare l’occhio e chiuderlo subito dopo per almeno 2 minuti. Non è raro che una piccola quantità di prodotto scivoli lungo la guancia, in questo caso, la quantità di soluzione in eccesso può essere asciugata con l’aiuto di un dischetto di cotone.

I medicinali omeopatici possono rappresentare un valido aiuto

Oltre ai colliri, per alleviare i disturbi degli occhi è possibile ricorrere anche ai medicinali omeopatici, presenti in diverse forme farmaceutiche come granuli e globuli, possono rappresentare una valida opportunità terapeutica agendo su bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e prurito. Caratterizzati dalle alte diluizioni, sono in genere privi di effetti collaterali e possono essere normalmente somministrati anche a persone anziane, adulti e bambini.

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