Testo a cura del dott. Piercarlo Salari Pediatra, responsabile del Gruppo di Lavoro per il sostegno alla genitorialità, SIPPS, Milano.

Il mondo dell’adolescente può essere paragonato a una grande foresta, ricca di colori bellissimi ma anche piena di ostacoli da superare. Questo periodo infatti rappresenta una fase critica dell’età evolutiva ed è notoriamente caratterizzato da una vistosa crescita fisica, associata a un rilevante cambiamento dello dell’immagine di sé, e da un profondo sviluppo cognitivo.  Queste importanti modificazioni psicofisiche si ripercuotono inevitabilmente sul rapporto con i genitori e si esplicitano in una costante e imprevedibile ambivalenza, attraverso la quale l’adolescente si conosce e si “sperimenta”, tra affermazione di sé, ricerca di autonomia dal contesto famigliare e bisogno di appartenenza.

Il periodo adolescenziale è particolarmente delicato anche per quanto riguarda l’assetto umorale, e non sorprende che tra i disturbi in assoluto più frequenti si collochino quelli d’ansia. Il mancato riconoscimento e conseguente trattamento possono portare non soltanto alla loro stessa cronicizzazione ma anche a ripercussioni negative sullo studio, sull’autostima, sulle relazioni interpersonali e sullo stile di vita.

L’ansia: Impariamo a riconoscerla

L’ansia è definita come uno stato di apprensione e tensione indotta dall’anticipazione di un pericolo imminente o di un evento negativo, accompagnata da sensazione di disfonia o da sintomi fisici di tensione.[1]
È importante però saper distinguere l’ansia dalla paura, che è invece una risposta emotiva a un determinato stimolo o situazione percepiti come minacciosi o allarmanti. La paura è una normale componente dello sviluppo durante l’infanzia e l’adolescenza e muta nel corso della vita.
L’ansia rientra invece fra le risposte adattive a potenziali pericoli: il corpo si mobilita ad affrontarli attraverso uno stato di accresciuta vigilanza ed eccitazione, ed è possibile distinguerne alcune tipologie.

Fobia sociale: il disturbo d’ansia più frequente nei ragazzi

La fobia sociale è il disturbo d’ansia più frequente nei ragazzi, che la descrivono per lo più come la paura di attirare l’attenzione su sé stessi o di affermare qualcosa di stupido o imbarazzante in presenza di altri, in particolare i coetanei. Questa paura può raggiungere livelli tali da impedire di porre domande durante le lezioni a scuola, di parlare di fronte agli altri, a evitare di rispondere al telefono.

Disturbo d’ansia generalizzato: un impatto importante su eventi e responsabilità quotidiane

L’ansia può riflettersi su eventi e responsabilità nella vita quotidiana, come scuola, amici, salute, futuro e denaro, ma il disagio e la preoccupazione, oltre a essere eccessivi, appaiono non realistici o inutili. I ragazzi affermano di sentirsi tesi e irritabili, lamentano riduzione del sonno, stanchezza e difficoltà di concentrazione a causa dell’intensità e della cronicità dei pensieri e delle sensazioni di timore. Gli adolescenti che ne soffrono, possono avere ansia da prestazione scolastica che interferisce con l’esecuzione di prove a causa della paura di non farcela o di un risultato insoddisfacente. In questi casi, può succedere che il ragazzo tenda a evitare una situazione temuta, oppure a cercare una rassicurazione eccessiva da parte degli altri.

L’aiuto dei medicinali omeopatici

Anche i medicinali omeopatici possono rappresentare un’opportunità terapeutica per il trattamento dei sintomi legati agli stati ansiosi. È ciò che dimostra uno studio farmacoepidemiologico[1] realizzato in Francia con 825 medici di medicina generale. I pazienti (età ≥ 18 anni) con disturbi d’ansia e depressivi seguiti da medici che prescrivono preferibilmente medicinali omeopatici, hanno un decorso clinico della patologia simile a quello dei pazienti trattati esclusivamente con i trattamenti convenzionali, senza alcuna perdita di chance potenziale.

A parità di beneficio clinico, i pazienti seguiti da un medico che prescrive preferibilmente medicinali omeopatici hanno una maggiore probabilità di consumare meno medicinali convenzionali (circa tre volte meno degli psicotropi). I medicinali omeopatici sono indicati per affrontare le forme d’ansia e somatizzazione leggere, soprattutto in fase iniziale, in quanto agiscono sulle manifestazioni nervose e fisiche, senza indurre dipendenza, assuefazione, effetto rebound, sonnolenza diurna o disturbi dell’attenzione. Il tuo medico e il tuo farmacista sapranno consigliarti i medicinali omeopatici adatti per far fronte ai sintomi legati agli stati ansiosi lievi, anche durante il difficile periodo dell’adolescenza.


1 .Grimaldi-Bensouda L, Abenhaim L, Massol J et al. Homeopathic medical practice for anxiety and depression in primary care: the EPI3 cohort study for the EPI3-LA-SER group. BMC Complement Altern Med 2016; 16 (1): 125

2. American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistic Manual of Mental disorders. 4th ed. Washington, DC: 2000. p.764.

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