L’influenza ha già raggiunto il suo picco durante l’ultima settimana del 2016, ma sono ancora oltre 265.000 gli italiani a letto con febbre alta, dolori alle ossa, raffreddore, mal di gola e tosse. In particolare, la fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini sotto i cinque anni di età. Vediamo allora nel dettaglio che cos’è l’influenza e come proteggere il nostro organismo al meglio.

Cos’è l’influenza e quando colpisce?

L’influenza è un infezione causata da virus che cambiano ogni anno e che colpisce principalmente durante l’autunno e l’inverno. I sintomi tipici sono: mal di testa, febbre sopra i 38 gradi, sonnolenza, dolori alle ossa e alle articolazioni, raffreddore, inappetenza, mal di gola e tosse. Oltre all’influenza, esistono però anche altre patologie originate da virus diversi, dette sindromi influenzali che presentano sintomi molto simili a quelli dell’influenza. I disturbi provocati da questi virus sono in genere meno intensi, di durata inferiore e si manifestano in modo più graduale rispetto ai sintomi influenzali, che insorgono più bruscamente.

Come si trasmettono i virus influenzali e parainfluenzali?

Questi virus si trasmettono piuttosto facilmente. Respirando, tossendo e starnutendo, il soggetto influenzato può trasmettere i virus sia per via diretta, attraverso le goccioline diffuse, con la tosse o con gli starnuti, oppure per via indiretta toccando superfici come maniglie, corrimani, tavoli, rubinetti o attrezzature sportive, dopo aver portato le mani a contatto con occhi, naso e bocca. I virus influenzali e parainfluenzali possono resistere sulle superfici fino a 48 ore[1], anche se l’esposizione all’aria e agli agenti atmosferici può in parte ridurne l’infettività.

Quando e per quanto tempo una persona è contagiosa?

Durante il periodo d’incubazione, il soggetto influenzato è contagioso ma, non essendone ancora a conoscenza, non prende le misure di precauzione dovute. Una persona adulta può trasmettere il virus da 1 a 10 giorni prima della comparsa dei sintomi[2]. I bambini invece possono rimanere contagiosi più a lungo ed è questa la ragione per cui sono i principali diffusori. In particolare per i bambini, i sintomi influenzali rappresentano un problema da non sottovalutare: oltre al malessere, spesso difficile da gestire, possono sorgere alcune complicazioni quali bronchiti, otiti, ecc. Inoltre, quando un bambino si ammala di influenza, le giornate perse a scuola e all’asilo creano problemi di organizzazione familiare e il rischio che anche i fratelli, i genitori e i nonni incorrano nella patologia è elevato.

Dove è più facile contrarre il virus?

Gli spazi chiusi o affollati, come scuole, uffici, luoghi pubblici, sale d’attesa, palestre, ambulatori medici, soprattutto se con poco ricircolo d’aria, sono i luoghi in cui è più facile contrarre il virus. Per questo sarebbe meglio evitarli nei periodi di massima circolazione dei virus e lavarsi spesso e bene le mani con acqua e sapone per limitare il contagio.

Perché è importante limitare il contagio?

Queste sindromi influenzali e parainfluenzali, essendo molto contagiose, possono indebolire il sistema immunitario dando luogo a complicanze anche gravi, inoltre è stato stimato che ogni persona che si ammala di influenza o sindrome influenzale, costa alla società, circa 900 euro[3]. Tutto ciò che può aiutare a limitare il contagio è dunque importante perché evita agli adulti di rimanere a casa dal lavoro malati e ai bambini e ragazzi di perdere giorni di scuola.

Ci sono alcuni comportamenti che possono proteggerci dall’influenza. Innanzitutto, è importante bere molta acqua e mangiare tanta frutta e verdura per aiutare a dare al proprio corpo il necessario fabbisogno di sali minerali e vitamine, ed è bene cercare di evitare il contatto con persone affette da influenza. Infine, è importante lavarsi spesso le mani e arieggiare gli ambienti chiusi per ridurre le possibilità di contagio dai virus.

Influenza e sindromi influenzali: l’omeopatia può aiutare?

È possibile anche aiutare il proprio organismo con i medicinali omeopatici per proteggersi dai sintomi influenzali e diminuirne l’intensità[4] [5]. In particolare, quelli caratterizzati da alte diluizioni generalmente non presentano rischi di interazioni con altri farmaci o di sovradosaggio. Inoltre, sono adatti anche a bambini, anziani, donne in gravidanza e in fase di allattamento per le quali è sempre indispensabile attenersi al parere del medico. Chiedi consiglio al tuo medico e al tuo farmacista: sapranno indicarti i medicinali omeopatici più adatti a te e le modalità di assunzione per attraversare la fine dell’inverno al meglio.

 


[1] Fields BN, Knipe DH. Virology, 2° Ed. (Vol.1). New York: Raven Press, 1990

[2] Fields BN, Knipe DH. Virology, 2° Ed. (Vol.1). New York: Raven Press, 1990

[3] Gasparini R, Amicizia D, Lai PL, Panatto D. Clinical and socioeconomic impact of seasonal and pandemic influenza in adults and the elderly. Hum Vaccin Immunother. 2012;8:21-8.

[4] Danno K, Cognet-Dementhon B, Thevenard G, Duru G, Allaert FA, Bordet MF.

Homeopathy. 2014 Oct;103(4):239-49. doi: 10.1016/j.homp.2014.04.001.

[5] Dossett ML et al. Homeopathy Use by US Adults: Results of a National Survey. Am J Public Health. 2016;106:743-5

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