L’8 maggio scorso, Isabella Colombi, Direttore Risorse Umane di Boiron Italia, è intervenuta alla presentazione del libro “La Scienza delle Organizzazioni Positive” di Daniela di Ciaccio e Veruska Gennari, raccontando l’esperienza di Boiron Italia. Christian Boiron, Direttore Generale del Gruppo, è sempre stato convinto che si potesse dirigere l’azienda in modo diverso. Così, dal 1974, ha applicato la sua concezione unica delle relazioni umane in azienda. E ancora oggi, questo approccio originale anima la quotidianità in Boiron. Le abbiamo fatto qualche domanda per capire come, questa filosofia si traduca nella quotidianità dell’ azienda.

Come gestite le selezioni?

Non facciamo nulla di straordinario, usiamo mezzi e strumenti utilizzati ormai dalla maggior parte delle aziende modernamente organizzate, colloqui individuali e di gruppo e sessioni di assessment di diverso tipo, ad esempio. Sicuramente, è vero che abbiamo un processo di selezione particolarmente articolato, anche quando la ricerca non è focalizzata su figure manageriali. In generale, partiamo dal presupposto che ogni persona potrebbe essere il futuro Amministratore delegato, e per questo ci approcciamo a tutti con lo stesso sguardo, qualsiasi sia la ricerca in corso.

I candidati generalmente apprezzano questo percorso, spesso ci capita che anche quelli che non vengano assunti ci ringrazino per la qualità dell’approccio e per le riflessioni che sono state stimolate in loro. Qualcuno recentemente ci ha detto che il nostro percorso di selezione è un percorso di crescita personale.

In un candidato, oltre al profilo tecnico che ovviamente è fondamentale, per noi hanno un ruolo centrale le attitudini, e in particolar modo valutiamo la maturità relazionale di ogni singola persona: la capacità di stare con se stesso e con l’altro, il futuro capo, ma anche i colleghi… Christian Boiron usa spesso una metafora: ogni persona inserita in azienda è come il blu di metilene, un colorante in grado di tingere tutte le particelle del solvente in cui viene immerso… Ogni Persona, infatti, diffonde attorno a sé la propria cifra unica, il proprio modo di “stare al mondo” e noi cerchiamo di scegliere persone in grado di essere diffusori e moltiplicatori di positività, di entusiasmo, di energia. E’ anche questa la ragione per cui anche le figure di stagista sono incontrate dall’Amministratore delegato.

Qual è il ruolo del manager in Boiron?

In Boiron, devo dire che non usiamo molto la parola manager o leader. Più che di leader parliamo di “animatore”. Come ha ricordato qualche tempo fa Christian Boiron in una riunione, il vocabolo “animatore” (animateur in francese) contiene due parole “speciali”: amare e anima. Due elementi che ogni buon capo dovrebbe avere: mettere l’anima in ciò che fa e amare le persone che lavorano con lui.

Non siamo interessati a una leadership “predatoria”, ma piuttosto cerchiamo risorse che abbiano le potenzialità per sviluppare una leadership generativa; certo, per gestire un ruolo manageriale, occorrono creatività, flessibilità, rapidità nel prendere decisioni importanti, grande coraggio, ma anche pazienza, una visione allargata, condivisione e cura. La funzione del leader, del manager o dell’animatore – comunque lo si voglia chiamare – è per noi quella di fungere da motore, per sé e per i suoi collaboratori, per sviluppare competenze “tecniche”, ma anche per portare avanti lo sviluppo della comunità di cui fa parte.

Il buon animatore, in Boiron, deve essere abituato a lavorare su se stesso, a mettersi in gioco, non solo per produrre risultati, ma per dare a questi un senso più ampio. Deve saper trasmettere e soprattutto dare fiducia ai propri collaboratori, perché i collaboratori risponderanno sicuramente al meglio, diventando più performanti ma anche più felici nella propria giornata lavorativa. Come dice il Dalai Lama “Se un leader è in grado di dare la sensazione che tutti coloro di cui si prende cura sono importanti per lui, ne emerge la fiducia. E dalla fiducia scaturiscono possibilità infinite”.

Per questo, la formazione manageriale è molto delicata e importante per Boiron, perché – per usare le parole del suo Direttore generale – è anche una formazione “all’Umano”: cerchiamo quindi di fare in modo che ogni responsabile possa sviluppare competenze relazionali individuali e di gruppo, lavorando, tra l’altro, sull’autenticità e sul coraggio di essere realmente se stesso.

 

Chi entra nella sede di Boiron Italia rimane colpito dalle opere d’arte presenti negli uffici e nei corridoi: hanno una mera funzione estetica o c’è di più?

L’arte, secondo il pensiero di Christian Boiron, è uno stimolatore della creatività e la creatività è a sua volta uno strumento che aiuta ogni collaboratore a entrare in stretto contatto con se stesso, a manifestare la propria autenticità, liberandosi, per quanto possibile, dai propri “condizionamenti”. La stessa sede dell’azienda è un omaggio alla creatività, ospitando le opere di diversi artisti che fanno parte della nostra associazione Omeoart. Inoltre le porte degli uffici, incluso quello dell’AD, sono volutamente sempre aperte, mentre le pareti sono trasparenti, per favorire, anche simbolicamente, la comunicazione e la trasparenza. Tutti gli uffici, in sede, sono stati personalizzati da un artista, Gregorio Mancino, per favorire il benessere del collaboratore che vive in quel luogo per 8 ore al giorno…
Da alcuni anni, inoltre, tra i nostri percorsi formativi proponiamo ai collaboratori l’opportunità di stimolare la propria creatività, sempre in un’ottica organizzativa, proponendo laboratori e corsi specifici, usando strumenti formativi particolari, quali il lavoro con l’ argilla o la biodanza.

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