Com’è che mio padre si è imbarcato in quest’avventura dell’omeopatia, lui così scientifico, figlio di un militare? Un’educazione severa ma molto affettuosa, un fratello gemello altrettanto turbolento, sportivo e scientifico, insomma, non c’era nulla che lo predisponesse alla carriera poco ortodossa che avrebbe avuto. Tranne forse, per l’appunto, una certa eccentricità e il gusto per le imprese azzardate. La sua storia, ma dovrei dire la loro storia, poiché il destino dei gemelli sarà indissolubilmente legato, interseca quella dell’omeopatia nel 1932.

Nel 1930, il farmacista René Baudry, impegnato insieme ai medici omeopati della regione Rodano Alpi in un’organizzazione medica omeopatica, l’Homéopathie moderne, istituisce il Laboratoire Général Homoeopathique Rhodanien, al numero 38 di rue Thomassin a Lione. Nel 1932, Baudry affidò la direzione di questo laboratorio lionese a Jean Boiron.
René Baudry era il grande specialista francese in fatto di preparazione dei medicinali omeopatici. All’epoca aveva già aperto varie farmacie omeopatiche, tra cui una a Parigi, nel 1911, al numero 68 di boulevard Malesherbes. Successivamente Baudry aveva lasciato Parigi.

Parallelamente, sempre nel 1932, un gruppo di medici parigini che avevano abbracciato gli orientamenti modernisti in fatto di omeopatia si rivolsero a Baudry per creare a Parigi una nuova struttura destinata alla produzione di medicinali omeopatici. Baudry ritornò a Parigi dove organizzò il Laboratoire Central Homéopathique de France con Henri Boiron.
René Baudry e il gruppo di medici promotori del progetto avevano bisogno di due giovani farmacisti. È così che reclutarono i gemelli Jean e Henri Boiron, all’epoca ventiseienni e freschi di laurea della facoltà di farmacia e della facoltà di scienze di Nancy, entrambi alla ricerca di un lavoro alla fine del servizio militare. Per la cronaca, che talvolta vale tanto quanto la Storia con la esse maiuscola, l’incontro decisivo tra Baudry e i fratelli Boiron si svolse un certo giorno, o meglio una certa notte, alle due del mattino, sul binario della stazione Saint-Charles di Marsiglia, dove i gemelli si erano recati per passare qualche giorno di vacanza dai genitori, i miei nonni. L’affare venne concluso seduta stante: Henri sarebbe andato a Parigi e Jean a Lione.

Poi, nel 1933, il Laboratoire Central Homéopathique de France divenne il Laboratoire Homéopathique Moderne (LHM), con sede a Levallois-Perret, mentre il Laboratoire Général Homoeopathique Rhodanien divenne la Pharmacie Homéopathique Rhodanienne (PHR) a Lione.
I gemelli impararono rapidamente il mestiere, sotto la guida un po’ rigida, un po’ burbera, ma molto competente di René Baudry. Ben presto ebbero voglia di rendersi indipendenti, come fece Jean Boiron nel 1941. Grazie a una nuova legge sull’obbligo di indipendenza delle officine farmaceutiche, poté rilevare da René Baudry la Pharmacie Homéopathique Rhodanienne; gli costò royalties esorbitanti, ma era il prezzo della libertà. Quanto a Henri, diede le dimissioni dai Laboratoires Homéopathiques Modernes nel 1945, anno in cui acquistò la farmacia di boulevard Malesherbes a Parigi.

Nel 1967, i due fratelli decisero di stringere ulteriormente i legami tra di loro, unendo i rispettivi laboratori. I Laboratoires Homéopathiques Modernes (LHM) scelsero di partecipare a questa fusione che portò alla creazione dei Laboratoires Boiron, la cui sede venne riportata a Lione, al numero 38 di rue Thomassin.
Venti anni dopo, nel 1987, i Laboratoires Boiron si fusero con i complici di sempre, i Laboratoires Homéopathiques de France, creati nel 1927, quindi più o meno alla stessa epoca dei LHM, per spinta di un’altra organizzazione medica, l’Homéopathie française, fondata dal dottor Léon Vannier. Questa fusione rappresentava la chiusura del cerchio, poiché l’Homéopathie française e l’Homéopathie moderne erano frutto della stessa volontà di far uscire l’omeopatia dalla sua emarginazione, ridandole un profondo impulso medico e scientifico.

La storia dell’azienda Boiron è la storia dell’omeopatia, la storia di un’epoca e della straordinaria energia di due fratelli che hanno messo la loro intelligenza e il loro coraggio al servizio di una causa che sapevano essere giusta, una causa che aveva davvero bisogno dei loro talenti per resistere ai colpi d’ariete della cosiddetta medicina moderna.

 

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