Testo della professoressa Patrizia Musso, docente di “Storia e Linguaggi della pubblicità” e “Forme e Strategie della comunicazione digitale” estratto dal libro Slow brand. Vincere imparando a correre più lentamente, Franco Angeli Editori

 

Boiron, azienda leader nella produzione e distribuzione di medicinali omeopatici, ha da sempre una forte visione sui temi di management delle risorse umane. Un approccio che viene veicolato direttamente da Christian Boiron, Direttore Generale del Gruppo (conosciuto in Francia come “manager filosofo”), appartenente alla seconda generazione della famiglia di imprenditori fondatori dei Laboratoires lionesi[1].

Sono numerosi gli aspetti che posizionano Boiron tra le aziende slow, con un’attenzione particolare all’internal branding e al welfare aziendale.

Il primo aspetto su cui è posta importanza in Boiron è la gestione dei rapporti interpersonali in azienda: le relazioni e la comunicazione aperta e sincera sono, infatti, alla base dell’organizzazione del Gruppo francese. La relazione tra individui e tra gruppi è uno degli elementi su cui viene posto maggiormente l’accento. L’Azienda è organizzata in maniera che le persone, lavorando insieme, producano creativamente qualcosa dotato di senso. Valorizzando le relazioni e lo scambio autentico tra colleghi si attribuisce importanza e si gestiscono al meglio le emozioni che attraversano le dinamiche lavorative.

Un aspetto fondamentale in Boiron è poi la “felicità” dei collaboratori, intesa come piena espressione dell’individualità e delle potenzialità dei singoli. In questa logica, il luogo di lavoro diventa occasione di realizzazione personale e di scoperta di se stessi e della propria creatività. Proprio per questo motivo, Christian Boiron è convinto che sarebbe importante che l’economia cominciasse a interessarsi maggiormente alla felicità, perché più la persona è realizzata, più il suo lavoro è efficace e creativo:

“Il punto focale è il progetto, riassumibile sempre negli stessi termini: uomini al servizio di uomini. Con un po’ di buona volontà, in ogni impresa possiamo individuare un progetto degno della stima e dell’ammirazione di tutti. Spetta ai dirigenti il compito di formularlo, esaltarlo e guadagnare consensi. Senza un progetto non c’è vera impresa. (…) Negli ultimi vent’anni, abbiamo accompagnato oltre ottocento addetti della nostra impresa alla scoperta della propria ‘creatività artistica’, mediante opportuni stage della durata di due giorni. E andiamo avanti. Non è per il piacere dei nostri dipendenti, ma per la loro felicità. In un gruppo, il piacere individuale non serve granchè. Ma la felicità di ognuno, invece, si irradia a tutti, trasformandosi in valore aggiunto”[2].

Secondo Christian Boiron, il futuro dell’impresa non si costruisce cercando la crescita ad ogni costo, ma attraverso la coerenza con il proprio progetto, la propria storia, la propria cultura, il proprio ambiente e attraverso la felicità dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori, degli azionisti e dell’ambiente in cui essa è inserita.

Ciò, naturalmente, non significa non fare i conti quotidianamente con la complessità, le contraddizioni e le sfide del business di riferimento, della realtà economica, politica, sociale, cui persone e Istituzioni sono continuamente esposte. Per concretizzare questa visione imprenditoriale, in Boiron è stimolato anzitutto il rispetto reciproco, la fiducia in se stessi e lo sviluppo di una comunicazione basata sull’autenticità e la trasparenza. Le pareti degli uffici della filiale italiana sono, così, caratterizzate simbolicamente da vetrate trasparenti e le porte vengono lasciate aperte per facilitare gli scambi e la comunicazione. Inoltre, sempre in ottica di favorire le relazioni e l’integrazione tra vita professionale e vita privata, sono stati organizzati in sede momenti di “porte aperte” alle famiglie, ai fornitori e agli amici dei collaboratori.

Anche i piani di formazione aziendale consacrano una buona parte di investimenti sulla crescita delle “competenze relazionali” individuali e di gruppo. Fra i percorsi attivati (per esempio, coaching, counseling, individuali e di gruppo), trovano spazio anche iniziative formative che utilizzano metodologie originali, come i laboratori artistici di lavorazione dell’argilla e biodanza.

In Boiron, infine, la creatività è uno strumento fondamentale per la concretizzazione della visione imprenditoriale. L’arte, in questa prospettiva, è uno strumento che Boiron mette a disposizione dei collaboratori per imparare a esprimere e sviluppare la propria creatività. L’opera artistica è intesa non solo come elemento che rende gradevole l’ambiente, ma soprattutto in quanto portatrice di Bellezza e potenziale stimolo per lo sviluppo della creatività dei singoli. Coerentemente a questo principio, gli uffici di Boiron Italia ospitano in una mostra permanente oltre 200 opere artistiche, alcune delle quali rappresentano l’Omeopatia, altre la Salute e la Felicità. Le opere, oggetto di varie mostre, sono state donate dagli artisti a Omeoart, Associazione Culturale Boiron senza scopo di lucro, che promuove e organizza iniziative artistiche e culturali a livello nazionale e internazionale. Inoltre, l’intera sede è popolata dai colori e dalle opere di Gregorio Mancino, artista, fondatore e promotore della Moviment Art, che ha personalizzato ogni ufficio dipingendo pareti e mobilio con temi differenti, e realizzando opere d’arte a copertura di lampadari e caloriferi. Il risultato è un luogo colorato, accogliente, dove tutti, sul posto di lavoro, possono godere di una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto.

L’animo creativo della sede si manifesta anche nelle iniziative organizzate spontaneamente dai dipendenti. Per esempio, a Natale 2015 è stato realizzato un video di auguri sulle note di Jingle Bells. Ogni dipendente ha contribuito cantando e ballando in una performance in stile musical in piena regola, mentre la direzione ha sostenuto l’iniziativa, nata spontaneamente, mettendo a disposizione gli spazi aziendali necessari alle prove e un budget per la realizzazione del video.

 


[1] Si segnala che il nominativo di Boiron era entrato tra le 11 nomination degli Slow Boss, cfr. paragrafo 2.1. di questo capitolo.

[2] Cfr. C. Boiron, Siamo tutti fatti per essere felici, Sperling&Kupfer, Milano, 2011, p. 196.

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