Michèle Boiron nasce a Lione nel 1944 e si diploma nel 1962. Negli anni successivi, studia farmacia a Grenoble. Frequenta l’ultimo anno di Università a Lione e si laurea nel 1968. Inizia a lavorare a Lione nella farmacia della madre, dove si vendono esclusivamente medicinali omeopatici. Acquista una piccola farmacia a Bron, dove ha modo di mettere alla prova il suo talento imprenditoriale: l’esercizio ha un grande successo, grazie anche all’introduzione dei medicinali omeopatici. Nel 1986, su richiesta della madre, torna a lavorare nella farmacia di famiglia a Lione, divenendone socia. Convinta della complementarietà e della sinergia tra omeopatia e allopatia, Michèle Boiron inizia a consigliare entrambe le tipologie di medicinali. Attualmente è membro del consiglio di amministrazione del gruppo e da dieci anni è impegnata in progetti di sviluppo e diffusione dell’omeopatia nel mondo.

Il 9 novembre 2016, l’abbiamo incontrata a Torino, in occasione di una giornata di formazione e scambio sull’omeopatia riservata ai farmacisti, e le abbiamo fatto qualche domanda sull’opportunità che i medicinali omeopatici rappresentano nel consiglio in farmacia.

Qual è il ruolo del farmacista nello sviluppo dell’omeopatia?

Il farmacista ha un ruolo molto importante nello sviluppo dell’omeopatia, così come nello sviluppo della salute pubblica. È un professionista della salute e il primo consulente al quale ci si rivolge al primo dubbio, al primo disturbo, senza bisogno di fissare un appuntamento e senza alcun vincolo.
Il farmacista deve fornire il consiglio più adatto possibile alla persona e alla patologia in questione; l’omeopatia gli permette di adeguarne la risposta, iniziando con un trattamento nella maggior parte dei casi acuti, sin dalle primissime fasi. I medicinali omeopatici possono costituire una valida opportunità terapeutica e, in particolare quelli costituiti da sostanze molto diluite, sono privi di effetti collaterali; il farmacista può consigliarli da soli, in prima intenzione, oppure in aggiunta ad un altro trattamento.

Che cosa suggerisce a un farmacista che desidera iniziare a consigliare i medicinali omeopatici?

A mio parere, bisogna iniziare con un tipo di patologia (otorinolaringoiatrica, digestiva, stress) oppure con una categoria di persone (donne in gravidanza, neonati, bambini) e poi cominciare a specializzarsi per ampliare progressivamente le proprie conoscenze e la fiducia in se stessi.

Quali sono i disturbi per i quali si richiede più spesso al farmacista un medicinale omeopatico?

Penso che i medicinali omeopatici entrino nelle famiglie attraverso i bambini. Le mamme cercano di evitare il più possibile gli effetti collaterali di alcuni medicinali e sono disposte a provare l’omeopatia. Poi, visti i risultati ottenuti, la adottano. I consigli più richiesti riguardano mal di denti, lividi e bernoccoli, disturbi otorinolaringoiatrici, ecc. In particolare, gli adulti chiedono consiglio in caso di stress e dolori muscoloscheletrici.

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