Lo scorso 8 maggio, oltre 200 farmacisti si sono incontrati a Roma per una giornata di formazione e scambio con Michèle Boiron: anche lei farmacista, dopo oltre 30 anni passati al banco, gira il mondo per condividere la propria esperienza di consiglio del medicinale omeopatico. Al centro dell’incontro l’accompagnamento nelle cure di supporto del paziente oncologico. Ed è su questo tema che le abbiamo fatto qualche domanda.

In quali fasi della malattia oncologica l’omeopatia può essere impiegata e perché?

E’ importante ricordare innanzitutto che lo scopo dell’omeopatia non è quello di curare il cancro, ma di migliorare la qualità di vita del paziente. I medicinali omeopatici possono infatti essere utilizzati per la presa in carico nelle cure di supporto del paziente durante tutte le fasi della malattia, a partire dalla comunicazione della diagnosi: in funzione delle reazioni emotive e fisiche, diversi medicinali omeopatici possono attenuare lo shock della notizia e aiutare il paziente a gestire meglio l’ansia. Inoltre, nel caso in cui si dovesse affrontare un intervento chirurgico, è possibile prepararsi seguendo un protocollo omeopatico, per prevenirne o curarne gli effetti collaterali come dolori, ematomi, disturbi della cicatrizzazione, etc. I medicinali omeopatici poi possono essere utilizzati anche per affrontare gli effetti collaterali (nausea, diarrea, mucositi, etc) delle imprescindibili terapie antitumorali, come chemioterapia e radioterapia.

 

Qual è il ruolo del farmacista nell’accompagnamento nelle cure di supporto del paziente oncologico con i medicinali omeopatici?

Il farmacista è il professionista della salute al quale ci si rivolge al primo dubbio, al primo disturbo, senza bisogno di fissare un appuntamento: per questo riveste un ruolo fondamentale nella presa in carico nelle cure di supporto del paziente oncologico. Esperto del farmaco, il farmacista con i medicinali omeopatici può aiutare il malato ad affrontare gli effetti indesiderati che possono insorgere durante tutto il percorso di cura, favorendo così l’aderenza alle terapie e migliorando la compliance degli indispensabili trattamenti convenzionali.

Quali sono le regole d’oro generali del consiglio omeopatico in farmacia?

Dopo 35 anni di esperienza al banco, mi sento di dare i seguenti consigli ai farmacisti:

  • limitarsi ai casi acuti e non ricorrenti: i casi cronici rientrano nell’ambito medico;
  • raccomandare un consulto medico se non c’è miglioramento significativo entro massimo 48 ore;
  • per favorire l’osservanza del trattamento, mettere per iscritto il consiglio e la posologia;
  • medicinali omeopatici e convenzionali possono essere associati: generalmente, i medicinali omeopatici caratterizzati dalle alte diluizioni, non interagiscono con altri tipi di medicinali.

 

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