In molti mi chiedono come mai Boiron Italia sia un’azienda prevalentemente “al femminile”. La mia risposta – che lascia spesso sorpresi gli interlocutori – è che non c’è un motivo specifico. O meglio, non c’è all’origine di ciò una scelta manageriale che privilegi le donne rispetto ai collaboratori maschi.

Casualità allora? Neppure questa è la risposta giusta. In Boiron, quando scegliamo una persona, ancora prima delle sue competenze strettamente professionali, scegliamo le sue attitudini, perché siamo convinti che talento e predisposizione personale siano doti fondamentali che, unite alla competenza tecnica, rappresentano un patrimonio formidabile per l’azienda. Nelle persone cerchiamo passione per ciò che si fa, capacità di ascoltare, fiducia in se stessi e, insieme, umiltà e capacità di lavorare in team.

Sono queste le doti che ci piacciono, sono fatte così le persone con le quali scatta la nostra empatia. Sono così, quindi, le persone che lavorano in Boiron. Se questa felice combinazione di caratteristiche umane e di preparazione professionale l’abbiamo trovata – anche per i vertici aziendali– più frequentemente in donne che in uomini, potrebbe essere una semplice coincidenza. O forse no.

Un’azienda moderna, secondo noi, ha bisogno di persone che sappiano esprimere creatività e concretezza, determinazione e spirito di collaborazione. Indipendentemente dal genere.

Da parte sua, l’azienda ha il compito di costruire un modello organizzativo che sia in grado di consentire a tutti di esprimere al meglio queste qualità, con autenticità e trasparenza.

È questo l’impegno che in Boiron cerchiamo di mettere ogni giorno in quello che facciamo.

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