Siamo abituati a pensare che le allergie ai pollini siano presenti solo durante la primavera, e se iniziamo a starnutire e gli occhi lacrimano durante l’autunno, sia arrivato il classico raffreddore. Ma non è sempre così: in autunno infatti non mancano piante, acari e muffe capaci di causare sintomi allergici come raffreddore, tosse, difficoltà respiratorie e bruciore agli occhi. Vediamo allora quali sono le principali allergie autunnali e come affrontarle con l’aiuto dei medicinali omeopatici.

Pollini: attenzione alle allergie autunnali!

I mesi di ottobre e novembre sono caratterizzati da un clima che favorisce la diffusione dei pollini tanto quanto la primavera. La differenza di temperatura tra le ore notturne, intorno ai 10 gradi, e quelle diurne, in cui si possono raggiungere i 20 gradi, favorisce la fioritura e la diffusione di numerose piante che possono provocare alcuni disturbi a chi soffre di allergie. L’ambrosia, ad esempio, è una pianta presente in moltissimi giardini pubblici o in spazi incolti, che si diffonde facilmente grazie alla sua capacità di spargere pollini nel vento anche a una grande distanza.
I sintomi delle allergie autunnali sono più o meno gli stessi di quelli delle classiche allergie primaverili: lacrimazione spontanea, gonfiore agli occhi, difficoltà respiratorie, naso che cola e starnuti continui. Alla comparsa dei primi sintomi è importante agire tempestivamente, anche con i medicinali omeopatici, che possono rappresentare una opportunità terapeutica per alleviare i disturbi legati alle allergie autunnali. In particolare, quelli caratterizzati da alte diluizioni, generalmente non presentano effetti collaterali.

Allergia alle muffe: attenzione a tappeti, moquette e carta da parati

Mentre in primavera le allergie sono un fastidio quando si sta all’aperto, nel periodo autunnale lo diventano anche al chiuso. Durante questa stagione infatti, è possibile soffrire di un altro tipo di allergia respiratoria, come quella alle muffe, microscopici organismi multicellulari della famiglia dei funghi, che si sviluppano con l’arrivo delle piogge e l’aumento dell’umidità, tipici del periodo autunnale. Inoltre, gli ambienti riscaldati di case, scuole, uffici e palestre favoriscono la proliferazione delle muffe. L’Aspergillum, per esempio, è la muffa più frequente nell’ambiente domestico, in cui cresce annidandosi in moquette, tappeti, carta da parati o alimenti in decomposizione, quando l’umidità sale oltre il 50-60%. Anche in questo caso, per affrontare i sintomi tipici come starnuti, congestione nasale, prurito agli occhi e al naso, l’omeopatia può rappresentare una valida alleata. È pratica comune per i medici consigliare l’assunzione dei medicinali omeopatici caratterizzati da alte diluizioni, anche in concomitanza con altre terapie, se necessario.

Acari della polvere: quegli ospiti indesiderati

Infine, le condizioni climatiche tipiche di questa stagione, sono perfette anche per la riproduzione degli acari della polvere: le temperature e i tassi di umidità infatti, favoriscono la proliferazione di questi parassiti tra settembre e novembre. L’acaro della polvere predilige il clima caldo umido e, vivendo all’interno delle nostre abitazioni, trova nel periodo autunnale il suo clima ideale. Si consiglia quindi ai soggetti con allergia agli acari della polvere di effettuare una pulizia accurata dell’abitazione, soprattutto nel periodo autunnale. In questo modo, si potrà ridurre la quantità di polvere accumulata nell’impianto di riscaldamento e si riuscirà a ridurre la concentrazione di acari nell’ambiente domestico, con beneficio anche per i mesi a venire. Non dimentichiamo poi che durante la stagione fredda l’acaro si annida molto bene tra materasso, cuscini, coperte e piumoni! 

L’aiuto dell’omeopatia

I medicinali omeopatici possono rappresentare un valido aiuto per affrontare i sintomi causati dalle allergie autunnali. In particolare, quelli costituiti da sostanze molto diluite, generalmente non inducono sonnolenza diurna e non diminuiscono le attività intellettive; quindi normalmente, non interferiscono sullo svolgimento delle più comuni attività lavorative. Chiedi consiglio al medico e al farmacista, che in caso di necessità, potranno indirizzarti anche da un allergologo per identificare gli allergeni responsabili dell’allergia e valutare l’ipotesi di una desensibilizzazione allergica mediante l’immunoterapia specifica.

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