Occhi arrossati, affaticati, che bruciano e danno fastidio alla luce intensa: sono questi i segnali più comuni di un disturbo molto frequente, la sindrome dell’occhio secco. A rischio soprattutto le donne, complici le fasi ormonali che possono portare all’alterazione del film lacrimale, in particolare in gravidanza e in menopausa. Scopriamo allora come affrontare questo disturbo al meglio grazie ai consigli di Valeria Vannucci, oculista esperta in omeopatia.

La sindrome dell’occhio secco: impariamo a riconoscerla

Le lacrime, costituite per il 98% di acqua, sono importanti per mantenere l’occhio in salute. Oltre a svolgere un effetto antibatterico, servono per lubrificare la superficie oculare. In presenza di scarsa secrezione lacrimale, la congiuntiva, la membrana umida, brillante e trasparente che avvolge il bulbo oculare e riveste la superficie interna delle palpebre, si secca e l’occhio si arrossa. Questa condizione è caratterizzata dalla presenza di sintomi tipici come:

  • sensazione di bruciore;
  • lacrimazione alterata, soprattutto se causata da agenti atmosferici o ambientali;
  • bisogno di lavarsi e strofinarsi continuamente gli occhi;
  • difficoltà ad aprire spontaneamente gli occhi al mattino, poiché durante la notte la secrezione della parte acquosa delle lacrime è molto ridotta o addirittura assente;
  • presenza di secrezione mucosa.

 

La sindrome dell’occhio secco si aggrava quando invece si presentano anche sintomi come:

  • sensazione di corpo estraneo;
  • dolore;
  • sensazione di secchezza;
  • fotofobia, conseguente all’irregolarità del film lacrimale.

 

A rischio sono soprattutto le donne, in particolare durante la menopausa o in gravidanza a causa delle alterazioni ormonali. Alcuni ormoni infatti contribuiscono a stimolare la produzione di lacrime e le profonde alterazioni ormonali tipiche di questi periodi possono portare a una riduzione della produzione di lacrime naturali.

Gravidanza e menopausa: occhio alle lacrime!

Durante la gravidanza, anche gli occhi delle future mamme non sono immuni alle trasformazioni. La causa principale degli occhi secchi durante questo periodo è l’aumento dell’ormone della gravidanza, il progesterone. Durante i 9 mesi, il livello ormonale estro-progestinico aumenta fino a sopprimere completamente il livello degli androgeni, ormoni maschili molto importanti anche nella donna, provocando così la patologia dell’occhio secco. Specialmente nel primo trimestre di gravidanza, nausea e vomito sono molto comuni e questi disturbi possono provocare una disidratazione delle mucose, incluse quelle oculari. Infine, nell’ultimo trimestre il livello di estrogeni tende ad essere superiore a quello degli androgeni, provocando effetti importanti anche sulla superficie oculare. Anche durante la menopausa, fase delicata di transizione nella vita della donna, la secrezione lacrimale è ridotta. La fisiologica diminuzione degli estrogeni che si verifica in questo periodo, può ridurre la naturale produzione di lacrime, provocando la sindrome dell’occhio secco.

Tutte le donne che soffrono di questo disturbo dovrebbero seguire alcune indicazioni generali per modificare le proprie abitudini. Per esempio, è bene evitare l’esposizione diretta a sistemi di condizionamento, ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione. Evitare o limitare l’utilizzo di lenti a contatto, usare occhiali da sole in caso di forti esposizioni ai raggi del sole, o in ambienti ventosi e polverosi. Infine, è sempre importante bere molto.

Come affrontare la sindrome dell’occhio secco?

I medicinali omeopatici possono essere un valido aiuto per alleviare i disturbi dell’occhio, agendo su bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e prurito. Si presentano in diverse forme farmaceutiche, come granuli, globuli, colliri, in soluzione monodose, ecc. In particolare, quelli caratterizzati dalle alte diluizioni, sono in genere privi di effetti collaterali e possono essere normalmente somministrati anche a persone anziane, adulti e bambini e donne in gravidanza.

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