Il periodo più freddo dell’anno è in arrivo e milioni di italiani si preparano ad affrontare una delle più insidiose conseguenze: l’influenza e le sindromi influenzali. Con l’arrivo delle basse temperature, infatti, i virus influenzali e simil influenzali costringono a letto numerose persone. Ma come si comportano gli italiani in caso di influenza?

Una ricerca [1] condotta da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, ha individuato i comportamenti più comuni seguiti dagli italiani in caso di influenza: ecco i 5 profili che ne riassumono le caratteristiche principali.

 

L’influenzato stakanovista

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Questa tipologia di influenzato non si ferma di fronte a niente, neanche ai chiari sintomi influenzali (febbre che sale sopra i 38°, dolori articolari e sindrome respiratoria). Lo stakanovista va al lavoro, non rinuncia a fare sport, prende i mezzi pubblici e cerca di fare la vita di sempre, nonostante i sintomi. Di conseguenza ha come obiettivo quello di far passare in fretta i sintomi e per questo ha la tendenza ad assumere diversi farmaci da banco, non sempre nelle dosi corrette, per non sentire alcun fastidio.

Il consiglio per lo stakanovista

Quando si assumono farmaci è importante seguire il consiglio del medico e del farmacista per un uso corretto in termini di dosi e tempi di somministrazione. In questi casi è fondamentale che i sintomi, come la febbre, vadano attenutati ma non azzerati così da seguire l’andamento della malattia e permettere una adeguata reazione dell’organismo. È importante dare al proprio corpo il tempo necessario per rimettersi dall’influenza, riposando ed evitando comportamenti che possano debilitare ulteriormente un fisico già messo alla prova. Infine, ma non meno importante, è bene ricordarsi di non uscire quando si è ammalati anche per evitare di contagiare verso altre persone.

L’influenzato iper apprensivo

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Al minimo sintomo di malessere si affida agli esperti recandosi dal medico di fiducia perché teme che i sintomi possano nascondere qualcosa di più grave. Se la febbre sale, va senza indugio al Pronto Soccorso per intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Il consiglio per l’iper apprensivo

Prima di recarsi dal medico per una visita, è possibile, in caso di sintomi influenzali e parainfluenzali, chiedere consiglio al farmacista su quali farmaci assumere. Inoltre, è bene contattare telefonicamente il medico di base prima di recarsi in ambulatorio, al fine di evitare, soprattutto nei periodi di picco influenzale, di intasare gli studi medici e contagiare o farsi contagiare dagli altri. Se i sintomi non migliorano o peggiorano dopo qualche giorno, allora è bene recarsi dal medico per una diagnosi. Non è necessario andare all’ospedale se si hanno i classici sintomi influenzali e non si hanno complicazioni specifiche o patologie che possono aggravarsi con l’influenza. Se non è presente il proprio medico di base, primo punto di riferimento a cui rivolgersi in questi casi, è possibile chiamare la guardia medica. È inoltre bene ricordare che al pronto soccorso si rischiano contagio e un dannoso sovraffollamento che genera per noi e per gli altri lunghissimi tempi di attesa.

L’influenzato disinformato

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Quando comincia a sentire i primi sintomi di malessere, si affida a Internet o chiede ad amici e parenti come fare e cosa assumere. Quando la febbre sale e il malessere aumenta, assume gli antibiotici che trova in casa con la convinzione che con l’antibiotico l’influenza passi più velocemente.

Il consiglio per il disinformato

Quando si parla di salute e di cura di sintomi come quelli influenzali, che sono di origine virale, mai affidarsi a Internet e al passaparola. Sempre chiedere consiglio ai professionisti sanitari, medico di famiglia e farmacista. Mai assumere un antibiotico senza la diagnosi e la prescrizione del medico, anche se lo si è già preso o lo si ha in casa. Infatti, in caso di sintomi da raffreddamento e influenza di origine vitale, l’antibiotico, (che combatte le infezioni batteriche), non è efficace. È solo il medico, che in specifiche circostanze, valuta e prescrive l’antibiotico.

L’influenzato frettoloso

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In caso di sintomi influenzali ricorre all’automedicazione e si mette a riposo, ma ha troppa fretta di tornare al lavoro e alla vita sociale riprendo così i ritmi consueti, senza aspettare il nomale decorso dell’influenza e assicurarsi che la guarigione sia completa.

Il consiglio per l’influenzato frettoloso

È estremamente importante, durante il periodo influenzale, mettere in atto un comportamento che favorisca la guarigione. È importante riposarsi e seguire un’alimentazione leggera, ricca di vitamine e liquidi. Non esistono regole precise sui tempi di guarigione ma è bene aspettare qualche giorno in modo che la malattia faccia il suo decorso. In caso contrario, si aumenta il rischio di non guarire correttamente e di trascinarsi i sintomi influenzali a lungo, con la possibilità di esporsi a sovra-infezioni batteriche delle vie respiratorie.

L’influenzato perfetto

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In caso di sintomi influenzali, si attiene alla prescrizione del medico e al consiglio del farmacista, si mette a riposo, non esce di casa, cerca di dormire molto e di avere un’alimentazione sana e leggera. Solo nel caso in cui dopo qualche giorno l’influenza sia ancora forte contatta il medico.

Il consiglio per l’influenzato perfetto

Il comportamento dell’influenzato perfetto è quello ideale per combattere tutti i sintomi dell’influenza ed evitare così di esporre le persone vicine, al rischio di un possibile contagio, e se stessi, a possibili ricadute. L’influenzato perfetto mette in atto comportamenti virtuosi anche una volta superata l’influenza, facendo attenzione all’alimentazione e riprendendo a poco a poco le abitudini di sempre, come l’attività fisica. I medicinali omeopatici possono aiutare l’organismo a proteggersi dai sintomi influenzali e diminuirne l’intensità. Grazie alle diluizioni delle sostanze attive, le cure omeopatiche non presentano generalmente effetti indesiderati direttamente legati alle quantità assunte, e normalmente possono essere somministrati anche in concomitanza con altre terapie. Inoltre, sono adatti anche a bambini, anziani, donne in gravidanza e in fase di allattamento, per le quali è comunque indispensabile attenersi al parere del medico.


[1] http://assosalute.federchimica.it/Libraries/ASSOSALUTE_-_COMUNICATI_STAMPA/1_Comunicato_Stampa.sflb.ash

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