Nervosismo, tensioni emotive e stati d’ansia possono avere un forte impatto sul sonno notturno, causando in molte persone insonnia. Non è infrequente, infatti, che preoccupazioni personali, professionali ed economiche influiscano sul sonno, riducendone le ore complessive o peggiorandone la qualità.

Chi soffre di insonnia da stress lamenta spesso sia una difficoltà ad addormentarsi e/o un risveglio precoce, sia una generale diminuzione della qualità delle ore di riposo, spesso caratterizzate da risvegli frequenti.

Inoltre, il periodo di isolamento sociale degli scorsi mesi e l’attuale situazione di nuova normalità hanno avuto un forte impatto sul sonno. Da uno studio dell’Università di Padova pubblicato sul Journal of Sleep Research [1] è emerso che molti fattori che hanno contraddistinto i mesi passati, come la ridotta attività fisica, la scarsa esposizione alla luce solare, l’assenza di attività sociali, il cambiamento di vita familiare, le paure per il contagio e per la situazione economica, hanno determinato un peggioramento notevole della qualità del sonno, con anche un netto cambiamento nei ritmi sonno-veglia, un incremento nell’uso dei media digitali e una distorta percezione del tempo che scorre. Anche lo studio condotto dall’Università dell’Aquila e di Roma Tor Vergata e dal progetto ‘Territori aperti’ [2] conferma come l’emergenza sanitaria e il lockdown abbiano influenzato lo stato di salute psicologica degli italiani, provocando alti livelli di depressione, ansia, stress e insonnia. Infatti, circa il 37% degli intervistati ha accusato sintomi del disturbo da stress post-traumatico, il 20,8% ha manifestato ansia e il 7,3% insonnia.

L’impatto dell’insonnia sulla qualità della vita è più forte di quanto si possa immaginare: chi ne soffre, infatti, convive quotidianamente con una spiacevole sensazione di stanchezza e una ridotta capacità di concentrazione, può avere talvolta problemi di memoria e lamenta spesso una maggiore irritabilità. Segnali che l’organismo manda per comunicare una quantità e qualità di riposo insufficiente e il bisogno di recuperare le forze.

Le buone pratiche anti insonnia

Il primo modo per cercare di vincere l’insonnia da stress è adottare alcuni comportamenti corretti in preparazione al sonno.

    • Regolarizzare il ritmo sonno-veglia: andare a dormire ogni sera e alzarsi sempre alla stessa ora per aiutare l’organismo a ritrovare il proprio ritmo corretto.
    • Evitare cibi pesanti a cena e ridurre alcol e caffeina: una dieta equilibrata è consigliabile per non impegnare eccessivamente l’organismo nella digestione notturna. Una cena troppo ricca, oltre a rendere difficile l’addormentamento, può peggiorare la qualità del sonno.
    • Evitare di svolgere attività sportiva di sera o appena prima di andare a letto, perché il corpo non ha il tempo necessario a tornare a uno stato di relax prima di addormentarsi.
  • Limitare l’uso serale di device elettronici (pc, smartphone, tv): nelle ore che precedono il sonno è consigliabile ridurre per quanto possibile l’esposizione alle fonti di luce blu.

Insonnia, un aiuto dall’omeopatia

I medicinali omeopatici possono rappresentare un’opportunità per chi soffre di insonnia da stress. Grazie alle diluizioni che li caratterizzano, sono indicati per pazienti di tutte le età, non presentano generalmente effetti collaterali ed è possibile utilizzarli in combinazione con altre terapie. I medicinali omeopatici, inoltre, non provocano normalmente sonnolenza diurna o un’alterazione delle attività intellettive. Chiedi al medico e al farmacista, sapranno indicarti i medicinali omeopatici più adatti a te e come assumerli correttamente.


Fonti

[1] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32410272/

[2] Studio condotto dall’Università dell’Aquila e di Roma Tor Vergata e dal progetto ‘Territori aperti’ (Centro di documentazione, formazione e ricerca per la ricostruzione e la ripresa dei territori colpiti da calamità) per valutare gli effetti psicologici dell’emergenza Covid-19. Indagine, basata su un questionario online diffuso fra il 27 marzo e il 6 aprile, ha coinvolto oltre 18.000 soggetti su tutto il territorio nazionale.

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