Testo a cura della dott.ssa Anna Toscani pediatra esperta in omeopatia.


Bimbi e adolescenti non sempre dormono sonni tranquilli. Il 15% dei più piccoli, dai 3 ai 14 anni, soffre infatti di disturbi del sonno e questa percentuale sale al 30% tra i bimbi con meno di 3 anni. I disturbi del sonno possono avere effetti negativi sulla salute e sulla qualità della vita del bambino, ma anche su quella dei genitori. Sono questi i dati emersi dal XIII Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri.

Disturbi del sonno: troppo spesso sottovalutati dai genitori

Spesso si tende a sottovalutare l’importanza dei disturbi del sonno e a gestirli in autonomia, almeno finché la situazione non diventa insostenibile. Secondo il presidente nazionale della Fimp, Paolo Biasci, spesso le segnalazioni dei disturbi del sonno, rivolte al pediatra di famiglia, arrivano fino a tre anni dopo l’insorgenza del problema, mentre è importante non sottovalutare questo aspetto fondamentale della vita dei più piccoli, segnalando il prima possibile ogni anomalia al pediatra.

Disturbi del sonno del bambino: di cosa si tratta?

I disturbi del sonno nel bambino si possono manifestare a diverse età. Nella prima infanzia predominano difficoltà di addormentamento, risvegli frequenti e parasonnie, cioè perturbazioni del sonno. Questi disturbi del sonno – che si manifestano nei primi tre anni di vita – affliggono circa il 30% dei bambini e delle loro famiglie [1] e possono provocare anche effetti negativi sullo sviluppo cognitivo, sulla regolazione dell’umore, sull’attenzione, sul comportamento e sulla qualità della vita in generale. È importante quindi che i genitori non trascurino questi disturbi perché la privazione di sonno, può incidere sulla qualità di vita familiare e anche sulle loro prestazioni lavorative.[2] [3]
Nelle età successive, soprattutto in adolescenza, possono comparire invece con maggiore frequenza i disturbi legati alla scarsa igiene del sonno, cioè alle cattive abitudini del riposo favorite dagli stili di vita scorretti.

L’attuale classificazione dei disturbi del sonno ICSD3 (International Classification of Sleep Disorders)[4] suddivide questi disturbi in sette categorie:

  1. Insonnia
  2. Disturbi respiratori del sonno
  3. Ipersonnie di origine centrale (disturbi che si caratterizzano per una eccessiva sonnolenza diurna)
  4. Disturbi del ritmo circadiano (il ritmo circadiano è una sorta di orologio biologico, il cui periodo è di 24 ore. Ogni giorno, infatti, si ripetono periodicamente determinate condizioni nel nostro corpo, come ad esempio il ritmo sonno veglia)
  5. Parasonnie come i risvegli confusionali o il pavor notturno (il bambino piange e urla e non sembra reagire a nessun richiamo del genitore, tenendo gli occhi sbarrati senza vedere chi ha di fronte)
  6. Disturbi del movimento in sonno
  7. Varianti fisiologiche, sintomi isolati e problemi irrisolti

 

Perché il sonno è così importante?

Il sonno rappresenta una funzione fisiologica importantissima per la vita di grandi e piccini. Infatti, è necessario per il recupero della fatica dal momento che attiva alcune importanti funzioni per il nostro organismo che ci permettono di far fronte ai bisogni energetici e metabolici delle nostre giornate. Inoltre, permette il consolidamento delle informazioni apprese durante la giornata e l’ottimizzazione delle performance cognitive. Infine, è molto utile anche per la pulizia delle tossine dannose che sono prodotte durante il giorno.

Ma quali sono i principali disturbi del sonno nell’età evolutiva?

Disturbi del sonno nei più piccoli: Un disturbo comune nei bambini al di sotto dell’anno di età, che tende a scomparire intorno ai 3/4 anni, è il disturbo di inizio del sonno per associazione. In questo caso il bambino impara ad addormentarsi solo in determinate condizioni, oggetti e circostanze, e deve ripristinare le stesse condizioni per potersi riaddormentare dopo un risveglio notturno. L’insonnia quindi può comparire se non si presenta la situazione in cui il bambino è generalmente abituato. In questo periodo di vita del piccolo l’insonnia dipende quindi da fattori psico-fisiologici, principalmente legati alla molteplicità di stimoli che si trovano intorno e alle abitudini date dai genitori. Esistono però anche le questioni organiche, le più frequenti possono essere: reflusso, disturbi dell’orecchio, fastidi provocati dallo spuntare di un nuovo dentino, asma e dermatite atopica.

Disturbi del sonno dovuti a un’inadeguata definizione del limite: In età prescolare e scolare, diventa sempre più difficile per i genitori stabilire delle regole al momento dell’addormentamento e farle rispettare. I bambini infatti, in questo periodo si rifiutano spesso di andare a dormire all’ora stabilita, alzandosi di frequente dal letto, chiedendo di andare a bere o il racconto di una storia, per rimandare l’orario di addormentamento. Il sonno principale è così ridotto di almeno 1-2 ore con 3-5 episodi notturni di rifiuto, richiamo o uscita dalla stanza. In questi casi è importante che i genitori non cedano a qualsiasi pretesto che il bambino pone per evitare di andare a letto, cercando di fargli rispettare gli orari stabiliti per andare a dormire.

Insonnia da inadeguata igiene del sonno in età adolescenziale: in età adolescenziale l’insonnia assume caratteristiche differenti in relazione al cambiamento di abitudini sociali, come la tendenza ad andare a dormire più tardi, associata all’aumento fisiologico della sonnolenza. Alcuni criteri per definire una cattiva igiene del sonno sono: orario di addormentamento dopo le 23:00, ora di risveglio dopo le 8:00, sonnellini diurni, schemi irregolari di sonno e il ricorso a sostanze eccitanti nel tardo pomeriggio o la sera. Anche l’utilizzo sempre più diffuso di apparecchi elettronici può comportare profondi mutamenti delle abitudini sia diurne che notturne. In particolare, la presenza nella stanza di televisioni e altri apparecchi elettronici risulta essere legata a un aumento della latenza di addormentamento, riduzione della durata totale di sonno e resistenza dell’addormentamento.[5]

Quali altri fattori possono disturbare il sonno dei nostri piccoli?

  • Lo svezzamento
  • La dentizione
  • La paura dell’estraneo
  • Incubi notturni
  • Alimentazione non bilanciata
  • Scarsa attività fisica

Quali sono le conseguenze di un cattiva qualità del sonno?

Le conseguenze di un sonno insufficiente o di una cattiva qualità sono molteplici e spesso poco conosciute. Infatti, una cattiva qualità del sonno può comportare diversi disturbi che spesso si tende a non attribuire ad un’alterazione del sonno.

  • Problemi di apprendimento
  • Sonnolenza, disattenzione, ridotta memoria
  • Ridotte performance scolastiche
  • Rischio di traumi accidentali
  • Disturbi metabolici

L’aiuto dell’omeopatia per dormire in età pediatrica: dal neonato al lattante

Per tutti i bimbi che lamentano disturbi del sonno, l’omeopatia può rappresentare una valida opportunità terapeutica. In particolare, i medicinali omeopatici grazie alle diluizioni delle sostanze attive non presentano generalmente effetti indesiderati direttamente legati alle quantità assunte e sono adatti a tutti, compresi i bambini. Per tutti questi motivi, quando le mamme mi chiedono un consulto in materia, consiglio generalmente il ricorso a questi medicinali, anche in caso di bambini molto piccoli.

 


[1]  Mindell JA, Owens JA. A clinical guide to pediatric sleep-diagnosis and management of sleep problems. Second Ed. Philadelphia: Lippincott Williams & Wilkins, 2010.

[2] Touchette E, Petit D, Tremblay RE, et al.

Risk factors and consequences of early childhood dyssomnias: new perspectives. Sleep

Med Rev 2009;13:355-61.

[3] Roane BM, Taylor DJ. Adolescent insomnia as a risk factor for early adult depression

and substance abuse. Sleep 2008;31:1351-6.

[4]  American Academy of Sleep Medicine, International Classification of Sleep Disorders

(ICSD), Third Ed, 2014.

[5] Calamaro CJ, Mason TB, Ratcliffe SJ. Adolescents living the 24/7 lifestyle: effetcs of caffeine and technology on sleep duration and daytime functioning. Pediatrics 2009;123(6): e1005-10.

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