Quest’anno il rientro di settembre è più impegnativo rispetto agli scorsi anni a causa della diffusione della pandemia di Covid-19, che ha segnato il 2020. La preoccupazione che può accompagnarci nel riprendere le varie attività, nel muoverci e nel tornare a scuola, potrebbe renderci più sensibili e più apprensivi nei confronti della salvaguardia della salute nostra e della nostra famiglia. Come possiamo quindi rafforzare il nostro organismo e affrontare i prossimi mesi?

Aiutiamo il nostro organismo a rafforzarsi con uno stile di vita sano

Gli impegni e le preoccupazioni che accompagnano il rientro di questo settembre possono pesarci molto, e arrivare a comportare un affaticamento generale del nostro organismo, che a sua volta può avere come effetto un indebolimento delle difese immunitarie. Ricominciare a muoversi di più può significare anche essere più esposti ai virus influenzali e, di conseguenza, può aumentare la probabilità di esserne contagiati. È importante quindi aiutare il nostro organismo nel far fronte a questa situazione.

Per capire come affrontare meglio i prossimi mesi, vediamo le cause che possono contribuire a indebolire maggiormente il nostro organismo. Lo stress sicuramente è una di queste, poiché può ridurre la risposta del sistema immunitario. Anche una cattiva alimentazione non aiuta l’organismo a ricevere il giusto apporto di sostanze nutritive necessarie per apportare le energie che consumiamo ogni giorno nelle nostre attività e il sistema immunitario ne risente. La nostra salute può indebolirsi anche a causa di troppa sedentarietà, così come di prolungati disturbi del sonno.

Un sostegno che possiamo dare al nostro organismo è quello di adottare uno stile di vita sano, che concorre a rinforzare il sistema immunitario e aiuta a contrastare l’insorgere di disturbi. Quali sono gli aspetti più importanti da tener presente e da inserire nella propria routine giornaliera?

  • Dedicare del tempo in modo costante all’attività fisica, senza bisogno di eccessi. Fare sport in modo equilibrato e intelligente aiuta a gestire lo stress e a potenziare il sistema immunitario.
  • Curare l’alimentazione, sia negli adulti che nei più piccoli. Per rafforzare il sistema immunitario occorre prevenire le infiammazioni e preservare la flora intestinale (responsabile di gran parte delle nostre difese immunitarie); l’alimentazione deve quindi essere ricca di cibi con potere antiossidante e alcalinizzante (soprattutto frutta e verdura) e povera di cibi acidificanti (prodotti raffinati, eccesso di proteine animali). [1]
  • Bere molta acqua, la cui quantità consigliata varia a seconda delle persone e dell’età, tenendo conto anche dell’ambiente di vita, del tipo di alimentazione, del regime di lavoro e attività. [2] In generale meglio bere acqua oligominerale e a residuo fisso basso, così da migliorare la diuresi.
  • Limitare le bevande alcoliche e zuccherate. L’abuso di alcol influisce sul sistema immunitario e nuoce gravemente alla salute.
  • Dedicare le giuste ore ad uno sonno ristoratore che rigenera l’organismo, dando vigore a corpo e mente.
  • Prendersi cura della propria igiene personale in modo costante e accurato.

Proteggiamoci con la prevenzione

Lo stile di vita sano è fondamentale, così come lo sono anche alcuni accorgimenti che ci aiutano a prevenire i disturbi influenzali e a limitare i contagi. Uno di questi, di cui si è parlato molto quest’anno, è l’importanza di lavarsi accuratamente e frequentemente le mani con acqua e sapone. Una corretta igiene delle mani aiuta a proteggere dal contagio sia adulti che bambini. Per questo è bene spiegare anche ai più piccoli come lavare le mani, magari con l’aiuto di una filastrocca.

Per evitare la diffusione di germi e proteggersi da infezioni, è anche opportuno non toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate, così come detergere e pulire gli oggetti di uso quotidiano, che possono diventare un ricettacolo di batteri. Altra regola di buona condotta è quella di coprirsi sempre naso e bocca in caso di starnuti e colpi di tosse, in modo da non trasmettere i virus, e usare fazzoletti usa e getta, da non conservare per un secondo utilizzo. Con l’arrivo dell’autunno e del freddo, cerchiamo anche di fare attenzione agli sbalzi di temperatura e ai luoghi chiusi e affollati, in cui è più facile contrarre i virus. Arieggiare la stanza migliora la vivibilità dei luoghi chiusi, che siano uffici, aule, casa propria o altro; infatti è sempre consigliato mantenere constante il ricircolo d’aria proprio per evitare che ristagni.

Omeopatia, un aiuto per la protezione del nostro organismo

I medicinali omeopatici possono costituire un valido aiuto per proteggere e rendere più forte il nostro organismo. È possibile ricorrere ai medicinali omeopatici sia nella fase di prevenzione ai sintomi influenzali, iniziando il trattamento dall’inizio di settembre, che nella fase di effettivo trattamento[3] [4]. I medicinali omeopatici, soprattutto se presi tempestivamente, possono contribuire a inibire la progressione dei sintomi influenzali. Essendo costituiti da sostanze diluite, generalmente non presentano effetti indesiderati e problemi di interazione con altri farmaci. Inoltre, sono adatti anche a bambini e anziani, ovvero ai soggetti più deboli e spesso i più colpiti dai disturbi influenzali. Sia se assunti in fase preventiva che in fase acuta, è molto importante seguire scrupolosamente la posologia indicata dal medico e dal farmacista per una corretta assunzione del medicinale.

Chiedi al tuo medico e al tuo farmacista: sapranno consigliarti i medicinali omeopatici più adatti a te e le modalità di assunzione per affrontare al meglio i prossimi mesi.

FONTI

[1] https://spazioomeopatia.it/bimbi-sindromi-influenzali-influenza-consiglio-pediatra/

[2] http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4460&area=acque_potabili&menu=dieta

[3] Danno K, Cognet-Dementhon B, Thevenard G, Duru G, Allaert FA, Bordet MF. Homeopathy. 2014 Oct;103(4):239-49. doi: 10.1016/j.homp.2014.04.001

[4] Dossett ML et al. Homeopathy Use by US Adults: Results of a National Survey. Am J Public Health. 2016;106:743-5

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