Rosa canina: presentazione della pianta officinale

    • Nome comune: Rosa canina
    • Famiglia: Rosacee
    • Benefici: azione ricostituente

Rosa canina: origine e primi utilizzi

Rosa canina è una pianta officinale della famiglia delle Rosacee, diffusa nelle zone temperate di tutto il mondo in vaste aree. Il suo habitat è composto prevalentemente da boscaglie di faggio, abete, pino e querce a foglie caduche, da arbusteti e siepi. La pianta è cespugliosa e spinosa ed è diffusa lungo sentieri e radure di campagna dove cresce liberamente. Il fiore si presenta come una delicata rosa selvatica con un colore che va dal bianco al rosa acceso e fiorisce nei mesi di maggio e giugno.

Rosa canina deve il suo nome agli antichi greci e si ritiene che l’appellativo alluda alle proprietà benefiche che questi le attribuirono contro i morsi dei cani affetti da rabbia. Come ricorda il famoso medico fitoterapeuta francese Leclerc, “senza riguardo per il fascino del suo fiore che scintilla fra cespugli come una stella in una seta preziosa, impregnato di un aroma fine e discreto, né per la grazia robusta del suo frutto, armoniosamente contornato e rivestito da una scintillante corazza di corallo, i botanici greci così sensibili alle bellezze della natura, non hanno trovato per designare questa pianta altro termine che quello di kunorodon la cui traduzione latina è rosa canina.” [1] Le spine dell’arbusto, infatti, erano paragonate alle zanne affilate di un cane.

Rosa canina: i benefici della pianta officinale

Sono diverse le sostanze presenti nella pianta officinale, tra queste c’è la vitamina C. I frutti di Rosa canina sono infatti conosciuti per la ricchezza in vitamina C, che ne fanno un buon coadiuvante nel favorirne l’integrazione. Nei frutti freschi il contenuto di vitamina C è più elevato, così come nelle gemme. [1] Questo è un aspetto che porta la Rosa canina ad essere considerata una pianta con effetto di sostegno per l’organismo e come ricostituente.


Fonti:

[1] E. Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, Milano 2004

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