La diffusione massiccia di smartphone e tablet che ha caratterizzato gli ultimi anni ha generato alcune problematiche visive legate all’uso e all’abuso degli schermi luminosi.

Molte persone trascorrono ormai la maggior parte delle giornate davanti a uno schermo, che si tratti di un computer, o uno smartphone.

L’uso eccessivo di questi dispositivi digitali può provocare la Sindrome da visione al computer[1]: l’insieme dei disturbi oculari che possono insorgere in seguito all’utilizzo prolungato di questi schermi.

I sintomi che si possono verificare sono raggruppabili in due categorie:

  1. Sintomi connessi allo stress visivo, come visione offuscata sia da vicino che da lontano dopo l’utilizzo del dispositivo digitale e difficoltà nel mettere a fuoco passando da una distanza all’altra
  2. Sintomi legati all’occhio secco, che possono insorgere da un ridotto e incompleto ammiccamento, quali: secchezza della superficie oculare, irritazione e bruciore oculare, ipersensibilità alla luce e sensazione di discomfort oculare

Le cause che possono provocare questa sindrome, oltre a una predisposizione genetica, sono:

  • Illuminazione insufficiente
  • Riflessi sul display
  • Monitor con scarsa risoluzione e caratteri piccoli e con contorni non ben definiti
  • La luce emessa dagli schermi che ha una forte componente blu, poco naturale e affaticante per la vista

Che cos’è la luce blu?

Questa viene emessa naturalmente dal sole, ma anche dai dispositivi come smartphone, tablet, tv e PC e dai sistemi di illuminazione a basso consumo energetico, la luce blu è caratterizzata da una radiazione luminosa di corta lunghezza d’onda e quindi di maggior frequenza ed energia.

 L’esposizione prolungata alla luce blu può provocare effetti dannosi ai nostri occhi causando nel breve periodo, secchezza oculare, irritazione, rossore, visione offuscata e affaticamento.

Questi sintomi, come l’occhio secco, sono dovuti alla minor frequenza del battito delle ciglia: questo meccanismo serve proprio a diffondere le lacrime sulla cornea per lubrificarla e ossigenarla.

Nel caso in cui il film lacrimale risulti alterato è necessario intervenire tempestivamente per ripristinare la quantità e la qualità delle lacrime, in modo da ridurre rapidamente rossore, irritazione, secchezza e ristabilire la funzione protettiva del film lacrimale.

Inoltre, leggere sugli schermi caratteri piccoli in maniera prolungata può causare stanchezza visiva: una conseguenza dell’eccessivo affaticamento degli occhi può provocare anche mal di testa.

Cosa succede esattamente ai nostri occhi quando trascorriamo troppo tempo davanti agli schermi dei dispositivi elettronici?

L’abitudine a fissare uno schermo per molte ore può mettere a dura prova i nostri occhi. Quando osserviamo a lungo uno schermo, gli occhi tendono a chiudersi con minore frequenza.

Per intenderci, in condizioni normali apriamo e chiudiamo gli occhi tra le 17 e 20 volte al minuto, mentre quando lavoriamo al computer passiamo a 12-15 volte, provocando un sovraccarico per la vista.

Per dare un po’ di tregua ai nostri occhi, ci sono alcuni utili accorgimenti che è bene adottare:

  • Riposare gli occhi se si sta utilizzando il pc per lunghi periodi. Ogni due ore, è importante fare una pausa di 15 minuti e ogni 20 minuti di utilizzo bisogna cercare di distogliere lo sguardo per 20 secondi rivolti a qualcosa a una decina di metri di distanza. In questo modo i muscoli oculari riprendono, per qualche secondo, la loro posizione naturale, diminuendo il rischio di miopia.
  • Anche la distanza dal monitor è importante: circa 50-70 centimetri dagli occhi, con il suo bordo superiore alla stessa altezza degli occhi, in modo da tenere la testa lievemente inclinata verso il basso
  • La luminosità dello schermo dovrebbe essere di poco superiore a quella dell’ambiente circostante
  • Attenzione anche all’illuminazione del dispositivo: è importante cercare di tenerla bassa.

L’omeopatia: un’opportunità terapeutica per la salute dei nostri occhi

L’omeopatia può rivelarsi una valida opportunità terapeutica per i diversi disturbi oculari provocati da una sovraesposizione ai dispositivi digitali, agendo su bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e prurito, perfino per l’occhio secco esistono alcuni medicinali omeopatici.

I medicinali omeopatici, grazie alle diluizioni delle sostanze attive presenti nelle loro formulazioni, sono solitamente privi di effetti collaterali e sono disponibili in varie forme farmaceutiche, come granuli, globuli e colliri.

Chiedi al tuo medico e al tuo farmacista: sapranno indicarti i medicinali omeopatici più adatti alle tue esigenze, e come assumerli correttamente.

Tra i medicinali omeopatici ce ne sono alcuni che si presentano sotto forma di colliri: ma come utilizzarli?

Pur essendo destinati a numerosi disturbi oculari differenti, la modalità di somministrazione dei colliri rimane sempre la stessa.

Per utilizzare in maniera adeguata il collirio è bene per prima cosa lavare accuratamente le mani: una pratica ovvia ma importante poiché il rischio di infezione dovuta a una scorretta igiene delle mani è un pericolo molto vicino.

Il passo successivo è quello di piegare leggermente la testa all’indietro, dirigendo lo sguardo verso l’alto e con l’aiuto del pollice o dell’indice abbassare la palpebra inferiore dell’occhio in cui deve essere somministrato il collirio.

Ricordiamoci che è molto importante cercare di non toccare le estremità del flaconcino. A questo punto siamo pronti per far cadere le gocce di collirio senza toccare l’occhio e chiuderlo subito.

Non è raro che una piccola quantità di prodotto scivoli lungo la guancia, in questo caso, la quantità di soluzione in eccesso può essere asciugata con l’aiuto di un dischetto di cotone.

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