Negli ultimi decenni la medicina ha fatto grandi passi avanti nella conoscenza del microbiota e dell’influenza che questo organo esercita su varie funzioni essenziali per il benessere e la salute dell’organismo. Ne parliamo con il professor Gianni Bona, primario emerito dell’azienda ospedaliero universitaria Maggiore della Carità di Novara e Ordinario di Pediatria all’Università del Piemonte Orientale.


Professor Bona ci può spiegare cos’è il microbiota e perché è così importante per la nostra salute?
professor Gianni Bona

Il microbiota è un organo, non visibile nel suo insieme, costituito da un network di cellule che da sole rappresentano 1,5kg del peso del nostro corpo e che è circa dieci volte il numero di cellule del nostro organismo. Inoltre il microbioma, ovvero la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota è da 100 a 150 volte più grande del nostro Dna. Quindi in un certo senso potremmo dire che noi siamo ospiti del nostro microbiota.

Tenuto conto di questo, il microbiota intestinale è di aiuto per funzioni molto diverse che possiamo raggruppare essenzialmente in tre categorie:

  • quelle relative al funzionamento del nostro sistema gastroenterico, cioè la digestione dei cibi e il loro assorbimento;
  • quelle relative al sistema immunitario ovvero la capacità del sistema del nostro organismo di difenderci dalle infezioni e di reagire agli agenti esterni;
  • quelle che favoriscono la sintesi e l’assorbimento di nutrienti, come le vitamine che sono essenziali per il nostro organismo. Per esempio la vitamina K, così importante in età pediatrica, che non abbiamo in origine nel nostro organismo e che possiamo assumere solo attraverso l’alimentazione (o l’integrazione) ed è in buona parte sintetizzata dai batteri intestinali.
Come si forma il microbiota? Può cambiare nel corso della vita?

Il microbiota è costituito in parte da ciò che ereditiamo dalla madre durante la gestazione e la nascita; inoltre, è influenzato da fattori esterni, ovvero lo stile di vita (alimentazione e movimento) e l’eventuale supporto che dei probiotici possono dare per migliorare la flora intestinale. Il microbiota quindi cambia in maniera molto sostanziale nel corso della vita.

Possiamo allora affermare che una corretta alimentazione aiuta ad avere un microbiota più sano?

Sì e le dirò di più. I medici consigliano sempre ad una donna in gravidanza di non prendere troppo peso per varie ragioni, una di queste che ora conosciamo è perché se la mamma è in sovrappeso o peggio ancora obesa il suo microbiota si modifica e avrà un quantitativo elevato di batteri negativi che trasmetterà al neonato e che rappresentano la parte non “buona” della flora batterica intestinale.

Ecco perché molte volte si dice che, se la mamma è di peso eccessivo, non di rado il bambino nasce di peso eccessivo e con un microbiota alterato. C’è un importante studio in corso sull’effetto dei bifidobatteri sul miglioramento dello stato intestinale di bambini obesi, migliorando la loro immunità e la resistenza all’insulina.

 I sintomi più comuni della disbiosi, quali sono?

Prima di tutto un cattivo funzionamento dell’intestino ovvero un’eccessiva eliminazione di feci (diarrea) o l’effetto opposto come stipsi e rallentamento del transito intestinale.

Poi ci sono sintomi individuali e variabili sulla base del comportamento e delle condizioni personali del soggetto come cefalea, senso di gonfiore, nausea… sono sintomi che esprimono un malessere in senso allargato e aiutano a definire il quadro della disbiosi.

Come il microbiota agisce sul nostro sistema immunitario?

Un buon microbiota agisce sul sistema immunitario, perché ci aiuta nei confronti di aggressioni di germi che possono essere pericolosi o estremamente dannosi.

In un intestino ben colonizzato, ovvero in presenza di un buon microbiota, migliorano i fattori anti infiammatori. Esistono delle linfochine e interleuchine nel nostro intestino e nel nostro sangue che da una parte hanno un effetto infiammatorio e dall’altra anti infiammatorio.

Facciamo un esempio pratico e purtroppo attuale. In un individuo colpito da un virus, per esempio il Covid-19, le linfochine con effetto pro-infiammatorio ne peggiorano il quadro clinico, mentre le linfochine anti-infiammatorie, prodotte dal microbiota sano contribuiscono a frenare l’infiammazione grave provocata dal virus.

Un altro caso sempre più diffuso è quello dell’obesità che provoca uno stato infiammatorio cronico. Esistono in letteratura studi scientifici molto interessanti sul ruolo dei probiotici nel trattamento dello stato infiammatorio delle persone obese.

Possiamo dire che il prenderci cura del microbiota per risolvere sintomi di varia natura (come quelli sopra citati) rientra in un approccio olistico della medicina? Si possono trovare in questo senso delle affinità con l’omeopatia?

Assolutamente sì, noi curiamo la persona nel suo insieme e non il singolo sintomo. Una volta c’erano gli specialisti d’organo o addirittura di una parte di un organo, perché in passato nessuno immaginava che l’intestino avesse un rapporto con il cervello. In realtà, esiste un collegamento (asse PNEI) fra encefalo, quindi sistema nervoso, e l’intestino, tra il sistema endocrino e il sistema immunitario. In pratica, tutto ciò che ci governa è collegato.

C’è un rapporto forte tra benessere dell’intestino e sistema immunitario, ma anche un rapporto tra intestino e cervello e questi organi interagiscono tra loro e si influenzano. Ecco perché la visione olistica consiste nel considerare il nostro organismo e le varie funzioni che lo regolano come un tutt’uno, così come consiste nel tenere conto di fattori esterni come alimentazione e stile di vita quali elementi che influiscono sul corretto funzionamento del nostro organismo.

Quindi, per concludere, dobbiamo occuparci a tutto campo della salute attraverso un corretto stile di vita (alimentazione corretta e costante esercizio fisico). Il fatto di poter fruire di qualche intervento esterno che può modificare la nostra condizione clinica non deve infatti farci dimenticare la nostra salute nel suo complesso e quindi la nostra alimentazione e il nostro stile di vita. Queste armi possono davvero fare la differenza e permetterci di mantenere nel tempo un buon stato di salute, poiché rappresentano un importante contributo nella prevenzione dei fattori di rischio modificabili delle malattie degenerative dell’età adulta, che compromettono pesantemente la nostra qualità della vita.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.